Perchè conservare i sorgenti dei programmi e come

Come di certo saprete, quando compilate un programma dai sorgenti usando solo i canonici comandi ./configure&&make&&sudo make install, poi non potete disinstallarlo usando il gestore di pacchetti (Synaptic per Ubuntu), come verrebbe naturale fare; questo accade perchè i programmi precompilati e impacchettati contengono, oltre al programma in sè, delle informazioni che indicano ai diversi gestori di pacchetti come installarli, disinstallarli o aggiornarli correttamente, mentre i sorgenti allo stato grezzo non hanno rapporti col gestore pacchetti, siamo noi a controllarli completamente.

Quando entriamo nella cartella con i sorgenti del nostro programma e diamo il comando ./configure, vengono creati dei file che permettono al comando make di compilare correttamente il programma; questi stessi file permettono poi di copiare i file appena compilati nelle corrette cartelle di sistema attraverso il comando sudo make install e permettono infine di rimuovere questi stessi file dalle cartelle di sistema usando sudo make uninstall, cioè di fatto ci consentono di disinstallare il programma. Di conseguenza è importante conservare questi file creati da ./configure, mentre i file creati da make (che sono stati copiati nel sistema durante l’installazione) non ci servono più e possiamo sbarazzarcene entrando nella cartella dei sorgenti e dando il comando make clean, così liberiamo pure un po’ di spazio.

Ok, quindi è importante conservare le directory con i sorgenti anche dopo che abbiamo installato i programmi… ma dove?
Eh, boh, dove volete voi 🙂
Personalmente ho una directory nella mia home chiamata sorci e divisa in quattro sottodirectory: release, svn, cvs, git ; nella prima ci scompatto i pacchetti con i sorgenti delle release stabili (cioè quelle raccomandate per tutti gli utenti), nelle altre tre invece ci scarico i sorgenti delle versioni di sviluppo(riservate a chi è cosciente che possono dare problemi, appunto perchè sono ancora in fase di sviluppo); svn cvs e git sono tre diversi sistemi per permettere agli utenti di scaricare il codice in sviluppo (e ai programmatori di lavorarci comodamente), usano dei comandi diversi e per questo gli dedico directory separate.

Non sono sicuro che il mio metodo sia tanto buono, ma tant’è, man mano che avanzo nella conoscenza di GNU/Linux magari imparerò qualche metodo più efficiente, e poi se volete dare qualche consiglio io sono tutt’orecchi 🙂

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