La selva oscura della documentazione su wxPython

Se programmate in wxPython, vi sarete di certo scontrati con la famigerata documentazione ufficiale, la quale, pur riportando tutte le classi e tutti i metodi e attributi di ogni classe, non si può certo dire sia esaustiva, o di grande aiuto alla programmazione, soprattutto se si è alle prime armi come me.

Il problema principale è che, quasi sempre, dei metodi delle varie classi troviamo solo la sintassi, senza nessuna spiegazione o consiglio, spesso c’è solo un criptico “Proxy of C++ blabla Class”; cosa significa? abbiamo detto che wxPython è un wrapper per le wxwidgets, un modo per usare le wxwidgets attraverso codice python; proxy in questo caso sta per “fa in wxpython le stesse cose che la classe blabla fa in wxwidgets”, quindi per sapere cosa fa questo metodo, basta andare a trovare il metodo corrispondente nella documentazione di wxwidgets, che è molto più curata, e nella maggior parte dei casi avremo tutto il necessario per usare correttamente la classe.

Un’altra parte importante è rappresentata dal wiki online di wxpython , che contiene degli utili tutorial e guide; ovviamente è tutto in inglese, quindi dovete rassegnarvi a imparare ‘sta benedetta lingua, o sennò aspettate che cominci a scrivere qualche tutorialino per partire 🙂

Il terzo metodo che consiglio è quello di andare su sourceforge e mettere nel campo di ricerca ‘wxpython’, scaricare un programmino che ha l’aria di essere semplice, e studiarselo, ma questo metodo non è tanto buono perchè non ho visto in giro molti programmi che ad esempio usino il namespace wx, che è quello corretto dalla versione 2.4.1 in poi.

Ma la parte forse più utile è rappresentata dalla marea di esempi disponibili direttamente nel pacchetto sorgenti di wxpython che abbiamo installato sul nostro pc: sotto la directory sorgenti/scaricati/wxPython/demo/ dobbiamo semplicemente dare da terminale python demo.py e partirà un utilissimo programmino con i demo di tutti i controlli disponibili, una scheda di introduzione per ogni controllo e una terza scheda con il codice sorgente di ogni demo, codice che possiamo modificare direttamente per vedere subito cosa è cambiato nel demo, permettendoci quindi di sperimentare velocemente tutte le variazioni che possiamo fare al codice. Ottimo per imparare senza perdersi nella miriade di problemi che inevitabilmente saltano fuori quando scriviamo codice da zero!

A proposito, oltre ai demo dei controlli, c’è anche una directory chiamata samples, indovinate cosa contiene?programmi completi di esempio, però io non li ho ancora guardati, perchè hanno l’aria di essere complicati…

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